I
vegani, che non mangiano carne, pesce, latte, uova e derivati del
latte, si appellano a una legge californiana del 1986 nata per mettere
in guardia i cittadini al rischio delle tossine che possono trovarsi
nell'acqua del rubinetto. Una vera e propria crociata, dunque, da parte
di chi rifiuta qualsiasi cibo di origine animale. Una scelta che però,
secondo il Physicians Committee for Responsible Medicine, "appartiene a
un sano stile di vita". E forse anche perché la vicenda avviene nello
Stato del cinema, dove abitano molte star del grande schermo che fanno
tendenza con le loro abitudini alimentari, la lobby della ristorazione
si dice "preoccupata".
"Anche il pollo poco cotto non è sano",
si difende Jot Condie, presidente e capo esecutivo dell'associazione
dei ristoratori della California. Intanto però la battaglia è approdata
addirittura in tribunale. Con un esposto depositato alla Corte
superiore di Los Angeles per obbligare ogni ristorante a esporre chiare
avvertenze sui pericoli in agguato, pena una multa di 2.500 dollari al
giorno per ogni infrazione. Non è la prima iniziativa del genere. Già
nel 2006 era stata tentata questa strada, ma il ricorso venne
accantonato.
"Speriamo che anche questo faccia la stessa
fine", ha dichiarato la portavoce della catena di fast food McDonald.
Ma questa volta sembra che i vegani, con il sostegno del Physicians
Committee for Responsible Medicine, siano intenzionati veramente a fare
le cose sul serio perché sperano di "poter estendere il ricorso anche
al resto degli Usa".
Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Effettua il logi o registrati.